Distanziamento social: riprendiamoci i nostri spazi

Da distanziamento sociale a distanziamento social: riprendiamoci i nostri spazi, essere online non vuol dire essere sempre a disposizione.

La nuova situazione che si è creata con il Coronavirus ha reso il confine tra vita lavorativa e vita privata praticamente inesistente, trasformando tutta la nostra giornata in tempo-a-disposizione-per-il-cliente

Quando il lockdown è iniziato è stato uno shock per tutti, sia a livello umano che a livello lavorativo: mentre prima riuscivamo a lasciare il lavoro dentro le mura dell’ufficio e ad associare il divertimento alle uscite o all’incontro di un amico in un bar, con l’isolamento obbligatorio tutto ha iniziato ad avvenire all’interno delle nostre case.

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il mondo col coronavirus

È stata dura ma, alla fine, ci siamo adattati: come in tutte le cose, anche se tendiamo a comportarci sempre nello stesso modo e a respingere il cambiamento, a un certo punto accade qualcosa più grande e più pericoloso che ci obbliga necessariamente a rivoluzionare le nostre abitudini.

Ormai nelle nostre case non solo dormiamo, mangiamo e ci rilassiamo; adesso ci lavoriamo e incontriamo gli amici usando sempre lo stesso mezzo: la rete internet e i social network.

Ma se i nostri comportamenti sociali e lavorativi sono inevitabilmente cambiati, allora non possiamo permetterci di utilizzare i mezzi che ci mettono in contatto tra di noi come facevamo prima.

Se il web, la rete, i social, le mail, Whatsapp devono davvero prendere possesso della nostra vita quotidiana in modo quasi totalitario causa lockdown (e non solo), è necessario che vengano stabiliti dei confini netti non solo per il distanziamento tra le persone – fondamentale per arginare la diffusione del virus – ma anche per il corretto distanziamento social.

distanziamento

Distanziamento social nella vita privata

Alla vita privata gioverebbe sicuramente un po’ di distanziamento social: si tratta di poche semplici regole di buon senso che bisognerebbe tenere a mente per non venire masticati da tutti gli input a cui siamo ormai sempre sottoposti.

Per quanto possibile, riprendiamoci anche le misure dello scambio umano educato. 

In una conversazione normale, non andresti mai da una persona che non conosci bene ad insultarla perché ha un’opinione diversa dalla tua. Cosa credi ti dia il diritto di poterlo fare sotto i post/foto/tweet di un tuo conoscente sui social?

Ricorda: il fatto che uno sia sul web attraverso i social non vuol dire che è a disposizione per essere usato come valvola di sfogo. 

Basta con i continui martellamenti e fake news. 

I social sono tanto potenti, quanto pericolosi. Quando condividi articoli a raffica trovati su siti come quellocheilgovernonondice(.)com, quando fai girare sedicenti notizie su whatsapp dove si afferma che la cugina della cognata di tua zia ha sentito che il Coronavirus si cura con gli impacchi di yogurt magro, non stai facendo un favore a nessuno, stai solo portando insicurezza e paura in un territorio delicato – quello della salute.

Ridiamo la fiducia ai più piccoli.

In questo periodo tendiamo anche a preoccuparci ancora di più dei nostri figli: tuttavia è ormai assodato che con il virus dobbiamo conviverci ed è quindi inevitabile che anche i più piccoli debbano imparare a gestirsi da soli in autonomia.

In quanto genitori dobbiamo rimparare ad investirli di responsibilità, anche quella della propria salute, che – appunto-  è personale.

Prima o poi i figli più grandi dovranno ricominciare ad uscire con gli amici: quello che possiamo fare è spiegare loro i rischi e lasciarli agire di conseguenza.

Avranno la loro mascherina e il loro orario di rientro, ma non è sano né educativo “controllarli” e rintracciarli sempre in ogni loro passo.

Distanziamento social al lavoro

Anche qui si tratta di regole tanto banali quanto fondamentali.

Non è possibile essere disponibili 16 ore al giorno solo perché “stai lavorando da casa e quindi non hai niente da fare”. 

Non è possibile essere contattati a qualunque ora via mail, via Whatsapp, via Facebook, via piccione viaggiatore perché le priorità degli altri – clienti, colleghi, fornitori – devono diventare automaticamente le tue. 

Ricevere una comunicazione lavorativa durante il weekend, anche se si tratta di un promemoria di qualcosa da fare il lunedì, è comunque lavorare ed è comunque causa di stress.

Avere il tuo numero di telefono non vuol dire che tu sia automaticamente sempre disponibile. 

distanziamento socialDistanti e in salute, fisica e mentale! A prescindere da lockdown o meno, recuperiamo i nostri spazi e facciamo capire alle persone che sono intorno a noi che quegli spazi sono nostri, e ne abbiamo diritto. 

 

Valentina Ottoboni

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